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Laos

Una contadina di prima mattina mentre si reca nei suoi campi a Ban Pasing.

Fonte: Adri Berger / Running Reel

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22.09.2026

Laos, Trasparenza

Laos addio

A malincuore, alla fine del 2026 Azione Quaresimale chiuderà il suo programma nazionale in Laos per motivi finanziari. Khonemany Innoukham (42 anni), nostra coordinatrice locale di lunga data, racconta che cosa abbiamo ottenuto grazie al nostro impegno e come stiamo cercando di garantire una transizione ordinata alle persone che partecipano ai nostri progetti e alle organizzazioni partner.

Autore

Ralf Kaminski, redattore

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Perché Azione Quaresimale si ritira dal Laos

«La decisione di chiudere il programma nazionale in Laos non è stata facile», afferma Markus Brun, responsabile del settore Cooperazione internazionale e membro della Direzione di Azione Quaresimale. «Purtroppo, però, la DSC (Direzione dello sviluppo e della cooperazione) ha ridotto di ben oltre mezzo milione di franchi il contributo della Confederazione ad Azione Quaresimale a partire dall’inizio del 2025 e ha annunciato ulteriori misure di risparmio. Una riduzione di tale portata non può essere compensata con piccoli tagli a tutti i programmi.»

Il fatto che la scelta sia infine ricaduta sul Laos è legato all’efficienza nell’impiego delle risorse. «Negli ultimi anni il programma ha registrato uno sviluppo positivo e, insieme alle organizzazioni partner locali, siamo riusciti a migliorare la situazione alimentare delle fasce più povere della popolazione», spiega Markus Brun. «Tuttavia, il controllo esercitato dallo Stato laotiano sulla società civile è estremamente forte e genera inevitabilmente elevati costi aggiuntivi per i progetti, poiché funzionari statali li visitano a spese dei progetti stessi. A ciò si aggiungono procedure complesse per l’autorizzazione dei progetti, che provocano ripetutamente notevoli ritardi.

Quasi tre anni di tempo per organizzare la transizione
La decisione di chiudere il programma alla fine del 2026 è stata presa già all’inizio del 2024, poco dopo la decisione della DSC. Le organizzazioni partner hanno quindi avuto quasi tre anni per prepararsi alla nuova situazione e trovare nuove fonti di finanziamento. Azione Quaresimale ha finanziato ulteriori corsi di formazione e utilizzato i propri contatti per suscitare l’interesse di altri enti finanziatori, in alcuni casi con successo.

Già alla fine del 2020, per motivi finanziari, Azione Quaresimale si era vista costretta a chiudere i programmi nazionali in Brasile e Sudafrica. All’epoca, tuttavia, avevamo potuto integrare alcune organizzazioni partner in due dei nostri Programmi internazionali (Giustizia alimentare, Giustizia sulle materie prime). Ci auguriamo di non dover chiudere altri programmi nazionali, ma purtroppo non possiamo escluderlo alla luce delle drastiche misure di risparmio annunciate dalla Confederazione. I suoi contributi alla cooperazione pubblica allo sviluppo finanziano oltre il 30 percento del budget di Azione Quaresimale destinato alle attività all’estero.

Nel complesso, che cosa abbiamo ottenuto con il nostro lavoro in Laos?

I risultati sono reali e tangibili. Migliaia di famiglie contadine, in particolare le donne, dispongono oggi di conoscenze e competenze nell’agricoltura sostenibile e nella creazione di reti. Ora sono maggiormente in grado di tutelare il proprio accesso alla terra e alle foreste e di gestire le proprie risorse in modo sostenibile. Diverse organizzazioni partner locali sono diventate attori riconosciuti nelle rispettive regioni. Abbiamo inoltre contribuito a un cambiamento nei rapporti fra donne e uomini: rispetto all’inizio del nostro lavoro, le donne hanno oggi maggiore voce in capitolo nelle decisioni prese all’interno delle famiglie e delle comunità. Abbiamo anche sviluppato una metodologia dalla quale altri possono imparare. È un’eredità che va preservata.

 

Nonostante tutti i progressi compiuti, che cosa deve ancora migliorare?

La malnutrizione cronica non è ancora stata completamente superata, in particolare tra le donne e i bambini. Anche la capacità di resistere alle conseguenze del riscaldamento globale rimane fragile: un solo cattivo raccolto può vanificare anni di progressi. I diritti sulla terra sono stati rafforzati, ma nella maggior parte delle comunità non sono ancora tutelati in modo sufficientemente stabile. La partecipazione delle donne ai processi decisionali è aumentata, ma la disuguaglianza strutturale tra uomini e donne è profondamente radicata e il cambiamento procede lentamente. Inoltre, le concessioni di terreni su larga scala e le monocolture continuano a minacciare i mezzi di sussistenza. È indubbio che sia necessario un ulteriore sostegno.

Coordini le attività di Azione Quaresimale in Laos dal 2017. Che cosa era particolarmente importante per te in questo lavoro?

Uno dei compiti più importanti era garantire una comunicazione efficace e una comprensione reciproca tra le organizzazioni partner, le comunità e Azione Quaresimale. Un altro aspetto centrale era creare reti tra le organizzazioni partner, per facilitare lo scambio di conoscenze e competenze. Costruire queste relazioni mi ha sempre dato molta soddisfazione, ma soprattutto è stato bello vedere le persone acquisire fiducia in sé stesse e capacità di agire. E assistere al lento miglioramento dei rapporti tra donne e uomini. È stato un privilegio poter accompagnare questi processi per così tanti anni.

 

Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai saputo del ritiro di Azione Quaresimale?

Ero scioccata e triste e mi sono anche chiesta che cosa avesse portato a questa decisione. Inoltre, ero preoccupata per le persone e i partner che ne sarebbero stati colpiti.

«Spero davvero che i semi che abbiamo piantato continuino a crescere anche senza la presenza di Azione Quaresimale.»

Perché Azione Quaresimale si ritira dal Laos?

I tagli alla DSC (Direzione dello sviluppo e della cooperazione) costringono anche Azione Quaresimale a risparmiare. Il fatto che, tra i nostri programmi nazionali, sia stato colpito proprio il Laos è legato all’efficienza nell’impiego dei fondi. Sebbene il programma abbia registrato uno sviluppo positivo negli ultimi anni, il controllo esercitato dallo Stato laotiano sulla società civile è estremamente marcato e genera elevati costi aggiuntivi per i progetti, poiché i funzionari statali visitano i progetti a spese di questi ultimi. A ciò si aggiungono procedure di approvazione dei progetti complesse, che causano ripetutamente notevoli ritardi.

Cosa comporta questo ritiro per la popolazione del Laos?

Si tratta di una battuta d’arresto significativa. Per le comunità locali ciò comporta la perdita di un partner di lunga data, che ha compreso il contesto locale e ha lavorato con pazienza alla costruzione di strutture comunitarie. Per le organizzazioni partner ciò significa non solo la perdita di risorse finanziarie, ma anche di supporto tecnico e sostegno istituzionale. Il ritiro comporta il rischio che i progressi conquistati a fatica vengano vanificati.

Come possiamo garantire che il nostro lavoro lì continui in qualche modo?

Il nostro obiettivo è un ritiro responsabile. Da oltre due anni siamo quindi impegnati in un dialogo attivo con altre ONG, come Bread for the World e Helvetas, nonché con potenziali partner finanziari che potrebbero continuare a sostenere le nostre organizzazioni partner. Inoltre, ci impegniamo a trasmettere le conoscenze necessarie affinché le organizzazioni partner dispongano degli strumenti e delle reti necessari per proseguire in modo autonomo. A ciò si aggiungono i contributi finanziari.