10:00
04.09.2026

Molto più di un tetto e dei pasti
Le due strutture di accoglienza d’emergenza gestite dalla nostra organizzazione partner, il CSRC, offrono alle persone ospitate un tetto sopra la testa, oltre a cibo e bevande. Coloro che hanno perso i propri cari e, spesso, i propri mezzi di sussistenza possono inoltre beneficiare di un sostegno psicosociale per aiutarli a superare questo momento difficile. Particolare attenzione viene riservata alle giovani madri e alle donne incinte. Sono inoltre stati allestiti spazi per consentire ai bambini di giocare e ritrovare, per qualche istante, un po’ di spensieratezza nonostante la difficile situazione.
15:00
L’accesso alle zone colpite dal disastro rimane difficile
Le inondazioni improvvise hanno spazzato via le principali arterie stradali e numerosi ponti. Per raggiungere Rasuwa da Kathmandu, la capitale del Nepal, ora rimane solo una strada sterrata e pericolosa, che si snoda tra i villaggi di montagna attraverso il fango e i detriti. Il viaggio dura spesso più di dodici ore. Queste condizioni complicano non solo le operazioni di soccorso, ma anche il trasporto dei beni di prima necessità verso le zone più duramente colpite. Numerosi camion sono attualmente bloccati a Dhunche e non possono proseguire il loro viaggio verso nord.
08:30
03.09.2026
Evitare di agire in modo affrettato
Sebbene gli aiuti d’emergenza siano fondamentali nelle regioni colpite del Nepal, è altrettanto importante valutare con precisione le esigenze sul campo. «Senza questa analisi, un afflusso eccessivo di beni rischia di creare tensioni all’interno delle comunità colpite», avverte Jagat Deuja, direttore della nostra organizzazione partner CSRC, che assiste le persone colpite sul posto. In Nepal sono già state soccorse oltre 11 000 persone. Nel contempo, il bilancio delle vittime supera ormai i 1100 morti e più di 4600 persone risultano ancora disperse.
12:30
02.09.2026

Alloggi d’emergenza per le persone colpite dal disastro
Le autorità locali di Rasuwa hanno chiesto il sostegno della nostra organizzazione partner CSRC per distribuire beni di prima necessità e censire i sopravvissuti alla catastrofe. «Attualmente siamo una delle poche organizzazioni presenti nelle comunità più duramente colpite», spiega Jagat Deuja, direttore del CSRC. L’organizzazione gestisce due dei cinque centri di accoglienza d’emergenza allestiti finora. Le persone ospitate ricevono cibo, acqua e medicinali e possono anche beneficiare di un sostegno psicosociale.
16:30
Il Nepal chiede un risarcimento per i danni causati dal mutamento climatico
Il governo nepalese considera l’inondazione improvvisa una conseguenza del riscaldamento globale, di cui le grandi potenze industriali sono le principali responsabili. Queste ultime hanno quindi «una responsabilità storica e devono risarcire i paesi vulnerabili come il Nepal», ha dichiarato ai media il ministro degli Affari esteri Shisir Khanal. Si riferisce in particolare a Cina, Stati Uniti e India. Questa richiesta non è priva di fondamento giuridico. Nel 2025, la Corte internazionale di giustizia dell’Aia ha stabilito che gli Stati hanno obblighi giuridicamente vincolanti in materia di protezione del clima. Questa decisione apre la strada a eventuali richieste di risarcimento per i danni causati dal mutamento climatico.
09:30
01.09.2026

Aiuti d’emergenza: pasti per i sopravvissuti
Le operazioni di soccorso proseguono nella regione colpita dal disastro. Parallelamente, la nostra organizzazione partner CSRC sta fornendo assistenza ai sopravvissuti all’alluvione improvvisa, alcuni dei quali hanno perso ogni mezzo di sussistenza. Una squadra della CSRC ha trasportato mense comunitarie e generi alimentari nella zona colpita. Queste strutture consentono ora di fornire ogni giorno pasti a diverse centinaia di persone. Allo stesso tempo, nel Paese sta prendendo il via anche il lavoro di assistenza psicologica per affrontare le conseguenze della catastrofe (a questo proposito, leggi un articolo in inglese del Kathmandu Post).
11:00
31.08.2026

I soccorritori sono impegnati in un’operazione su larga scala
Le squadre di soccorso stanno cercando di salvare il maggior numero possibile di vite umane nella zona colpita dalla catastrofe. L’attenzione si concentra in particolare sui dipendenti delle centrali idroelettriche distrutte: oltre un centinaio di persone sarebbero rimaste intrappolate in tunnel sotterranei.
L’inondazione improvvisa ha causato almeno 903 vittime, mentre oltre 4000 persone risultano disperse. Nel vicino Tibet sono stati confermati 16 morti e circa 500 dispersi. Alcuni corpi già in stato di decomposizione – sia di persone sia di animali – vengono ormai trascinati dai fiumi fino in India, facendo crescere il timore della diffusione di epidemie.
18:00
Ripresi i soccorsi che erano stati sospesi
Per il timore di nuove inondazioni improvvise causate da un lago formatosi recentemente a monte della zona colpita dalla catastrofe, venerdì le operazioni di soccorso erano state temporaneamente sospese. Si temeva infatti che anche questo lago potesse esondare, soprattutto a causa delle precipitazioni previste.
Nel frattempo, il pericolo sembra essere rientrato: l’acqua sta defluendo lentamente attraverso un altro percorso, consentendo alle squadre di soccorso di proseguire le operazioni.
Intanto, il ministro delle finanze del Nepal stima che la ricostruzione della regione potrebbe costare fino a quattro miliardi di franchi.
14.30
29.08.2026

Aiuti d’emergenza a Uttargaya
La nostra organizzazione partner CSRC (Community Self Reliance Centre) sta attualmente fornendo aiuti d’emergenza nel comune di Uttargaya. Alcune persone sopravvissute all’alluvione improvvisa hanno trovato rifugio in una scuola. Il team fornisce loro beni di prima necessità e registra le persone colpite. Secondo le autorità locali, il bilancio è salito a 670 vittime.
16.15
Le drammatiche testimonianze delle persone sopravvissute
Molte persone sfuggite alle devastanti inondazioni a Rasuwa hanno perso tutto. In pochi minuti hanno visto le acque portare via le loro case, insieme a familiari e persone care. Il quotidiano nepalese «The Kathmandu Post» ha raccolto le testimonianze delle persone sopravvissute su quanto hanno vissuto (articolo in inglese).
12.00
Generi alimentari e lampade solari per le persone colpite
Un veicolo della nostra organizzazione partner Community Self Reliance Centre (CSRC) sta trasportando nelle regioni colpite materiale d’emergenza finanziato da Azione Quaresimale. Trasporta in particolare generi alimentari destinati a due cucine comunitarie, che permetteranno di preparare pasti per 600 persone per cinque giorni, oltre a 100 lampade solari con dispositivi di ricarica. Poiché molte strade sono state distrutte, il trasporto è più difficile del solito. Il materiale dovrebbe tuttavia raggiungere molto presto le comunità interessate.
07.45
28.08.2026
Cresce il timore di nuove inondazioni
Mentre le squadre di soccorso in Nepal e in Tibet proseguono gli sforzi per salvare vite umane, cresce la preoccupazione per la minaccia di nuove inondazioni. In montagna, accumuli di rocce hanno formato un lago che potrebbe tracimare. Il bilancio ufficiale è salito a 469 vittime, mentre oltre 1300 persone risultano ancora disperse. Molte persone sopravvissute alla catastrofe hanno perso quasi tutto e necessitano di aiuti d’emergenza, in particolare cibo, acqua potabile e ripari.
14.45

Primo aggiornamento della nostra organizzazione partner sul posto
Alcuni membri della nostra organizzazione partner CSRC (Community Self Reliance Centre) hanno raggiunto la regione di Rasuwa, particolarmente colpita, già il giorno della catastrofe. Da allora, il team offre sostegno laddove i bisogni sono più urgenti. «La situazione resta estremamente critica», racconta Jagat Deuja, direttore di CSRC. «Circa 1000 famiglie non dispongono di un riparo sicuro, di cibo e di acqua potabile. L’entità delle distruzioni è sconvolgente e difficile da descrivere. Famiglie che già possedevano pochissimo hanno perso in pochi minuti tutto ciò che permetteva loro di vivere.»
10.00
Una frana «dieci volte più grande di quella di Blatten»
Christian Huggel, professore specializzato in ambiente e clima all’Università di Zurigo, definisce su SRF la catastrofe avvenuta in Nepal «una frana di portata storica». Precisa: «A titolo di confronto, è stata dieci volte, se non più di dieci volte, più grande della frana che ha colpito Blatten lo scorso anno.» Christian Huggel partecipa a un progetto internazionale volto a sviluppare un sistema di allerta precoce nella regione himalayana.
08.00
27.08.2026
Azione Quaresimale avvia gli aiuti d’emergenza
La situazione nelle regioni colpite dalle inondazioni resta difficile da valutare. Le autorità riferiscono di almeno 165 vittime e di oltre 1000 persone disperse. Il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente. Sul posto, le squadre di soccorso stanno cercando di salvare il maggior numero possibile di persone. L’alluvione improvvisa sarebbe stata provocata dal crollo di una parte di un ghiacciaio e di masse rocciose nell’Himalaya. Diverse regioni in cui Azione Quaresimale porta avanti dei progetti sono state colpite dalla catastrofe. Stiamo preparando misure di aiuto d’emergenza per rispondere ai bisogni vitali della popolazione.
14.30
26.08.2026
In Nepal un’alluvione improvvisa provoca danni devastanti
Secondo i media locali, mercoledì mattina il fiume Bhote Koshi, nel nord-est del Paese, si è improvvisamente ingrossato. Enormi masse d’acqua hanno travolto case, ponti e centrali elettriche. Nella regione al confine con il Tibet, intere aree sono ricoperte di fango e decine di migliaia di persone sono isolate dal resto del mondo. Almeno 22 persone hanno perso la vita e centinaia risultano disperse. Le autorità temono che il bilancio possa aggravarsi ancora considerevolmente. La causa di questa alluvione improvvisa non è ancora stata accertata. Azione Quaresimale sta verificando se siano state colpite anche persone che partecipano ai nostri progetti e sta valutando le possibilità di aiuto.

