11:00
31.8.26

I soccorritori sono impegnati in un’operazione su larga scala
Le squadre di soccorso stanno cercando di salvare il maggior numero possibile di vite umane nella zona colpita dalla catastrofe. L’attenzione si concentra in particolare sui dipendenti delle centrali idroelettriche distrutte: oltre un centinaio di persone sarebbero rimaste intrappolate in tunnel sotterranei.
L’inondazione improvvisa ha causato almeno 903 vittime, mentre oltre 4000 persone risultano disperse. Nel vicino Tibet sono stati confermati 16 morti e circa 500 dispersi. Alcuni corpi già in stato di decomposizione – sia di persone sia di animali – vengono ormai trascinati dai fiumi fino in India, facendo crescere il timore della diffusione di epidemie.
18:00
Ripresi i soccorsi che erano stati sospesi
Per il timore di nuove inondazioni improvvise causate da un lago formatosi recentemente a monte della zona colpita dalla catastrofe, venerdì le operazioni di soccorso erano state temporaneamente sospese. Si temeva infatti che anche questo lago potesse esondare, soprattutto a causa delle precipitazioni previste.
Nel frattempo, il pericolo sembra essere rientrato: l’acqua sta defluendo lentamente attraverso un altro percorso, consentendo alle squadre di soccorso di proseguire le operazioni.
Intanto, il ministro delle finanze del Nepal stima che la ricostruzione della regione potrebbe costare fino a quattro miliardi di franchi.
14.30
29.8.26

Aiuti d’emergenza a Uttargaya
La nostra organizzazione partner CSRC (Community Self Reliance Centre) sta attualmente fornendo aiuti d’emergenza nel comune di Uttargaya. Alcune persone sopravvissute all’alluvione improvvisa hanno trovato rifugio in una scuola. Il team fornisce loro beni di prima necessità e registra le persone colpite. Secondo le autorità locali, il bilancio è salito a 670 vittime.
16.15
Le drammatiche testimonianze delle persone sopravvissute
Molte persone sfuggite alle devastanti inondazioni a Rasuwa hanno perso tutto. In pochi minuti hanno visto le acque portare via le loro case, insieme a familiari e persone care. Il quotidiano nepalese «The Kathmandu Post» ha raccolto le testimonianze delle persone sopravvissute su quanto hanno vissuto (articolo in inglese).
12.00
Generi alimentari e lampade solari per le persone colpite
Un veicolo della nostra organizzazione partner Community Self Reliance Centre (CSRC) sta trasportando nelle regioni colpite materiale d’emergenza finanziato da Azione Quaresimale. Trasporta in particolare generi alimentari destinati a due cucine comunitarie, che permetteranno di preparare pasti per 600 persone per cinque giorni, oltre a 100 lampade solari con dispositivi di ricarica. Poiché molte strade sono state distrutte, il trasporto è più difficile del solito. Il materiale dovrebbe tuttavia raggiungere molto presto le comunità interessate.
07.45
28.8.26
Cresce il timore di nuove inondazioni
Mentre le squadre di soccorso in Nepal e in Tibet proseguono gli sforzi per salvare vite umane, cresce la preoccupazione per la minaccia di nuove inondazioni. In montagna, accumuli di rocce hanno formato un lago che potrebbe tracimare. Il bilancio ufficiale è salito a 469 vittime, mentre oltre 1300 persone risultano ancora disperse. Molte persone sopravvissute alla catastrofe hanno perso quasi tutto e necessitano di aiuti d’emergenza, in particolare cibo, acqua potabile e ripari.
14.45

Primo aggiornamento della nostra organizzazione partner sul posto
Alcuni membri della nostra organizzazione partner CSRC (Community Self Reliance Centre) hanno raggiunto la regione di Rasuwa, particolarmente colpita, già il giorno della catastrofe. Da allora, il team offre sostegno laddove i bisogni sono più urgenti. «La situazione resta estremamente critica», racconta Jagat Deuja, direttore di CSRC. «Circa 1000 famiglie non dispongono di un riparo sicuro, di cibo e di acqua potabile. L’entità delle distruzioni è sconvolgente e difficile da descrivere. Famiglie che già possedevano pochissimo hanno perso in pochi minuti tutto ciò che permetteva loro di vivere.»
10.00
Una frana «dieci volte più grande di quella di Blatten»
Christian Huggel, professore specializzato in ambiente e clima all’Università di Zurigo, definisce su SRF la catastrofe avvenuta in Nepal «una frana di portata storica». Precisa: «A titolo di confronto, è stata dieci volte, se non più di dieci volte, più grande della frana che ha colpito Blatten lo scorso anno.» Christian Huggel partecipa a un progetto internazionale volto a sviluppare un sistema di allerta precoce nella regione himalayana.
08.00
27.8.26
Azione Quaresimale avvia gli aiuti d’emergenza
La situazione nelle regioni colpite dalle inondazioni resta difficile da valutare. Le autorità riferiscono di almeno 165 vittime e di oltre 1000 persone disperse. Il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente. Sul posto, le squadre di soccorso stanno cercando di salvare il maggior numero possibile di persone. L’alluvione improvvisa sarebbe stata provocata dal crollo di una parte di un ghiacciaio e di masse rocciose nell’Himalaya. Diverse regioni in cui Azione Quaresimale porta avanti dei progetti sono state colpite dalla catastrofe. Stiamo preparando misure di aiuto d’emergenza per rispondere ai bisogni vitali della popolazione.
14.30
26.8.26
In Nepal un’alluvione improvvisa provoca danni devastanti
Secondo i media locali, mercoledì mattina il fiume Bhote Koshi, nel nord-est del Paese, si è improvvisamente ingrossato. Enormi masse d’acqua hanno travolto case, ponti e centrali elettriche. Nella regione al confine con il Tibet, intere aree sono ricoperte di fango e decine di migliaia di persone sono isolate dal resto del mondo. Almeno 22 persone hanno perso la vita e centinaia risultano disperse. Le autorità temono che il bilancio possa aggravarsi ancora considerevolmente. La causa di questa alluvione improvvisa non è ancora stata accertata. Azione Quaresimale sta verificando se siano state colpite anche persone che partecipano ai nostri progetti e sta valutando le possibilità di aiuto.

